Dal romanzo (1942) di Albert Camus: nel 1935 ad Algeri l'impiegato Mersault uccide un arabo, accanendosi a revolverate sul cadavere. Condannato a morte, non si difende durante il processo, estraneo al proprio caso. Il più opaco film di Visconti che rincorre una fedeltà illustrativa alla lettera di Camus, la poetica dell'assurdo in silenziosa rivolta contro l'inumanità dell'uomo.